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1 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 7:46

Il cambiamento climatico è “la più grande truffa mai perpetrata al mondo”, gli investimenti Esg (cioè basati su criteri ambientali, sociali e di governance) “un modo per attaccare le imprese americane”. Sono parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Parole che inevitabilmente hanno conseguenze pesantissime, non solo entro i confini statunitensi: per fare un solo esempio, il ritiro di Washington da 66 organizzazioni internazionali (di cui 31 collegate all’Onu) è un duro colpo sferzato all’intero sistema del multilateralismo.

Sul nostro versante dell’oceano i toni restano ben più moderati e istituzionali, ma non si può negare che le elezioni europee del 2024 abbiano spostato l’orientamento delle istituzioni. Così, dopo un quinquennio trascorso a edificare un piano ambizioso come il Green Deal europeo, nell’ultimo anno tutti gli sforzi sono stati focalizzati sull’esigenza di snellire le normative per tutelare la competitività delle imprese. Dei vari pacchetti Omnibus presentati dalla Commissione e discussi da Consiglio e Parlamento, quello che ha fatto più rumore è il primo, che ha drasticamente ridimensionato la due diligence (cioè la vigilanza che i grandi gruppi saranno tenuti a esercitare sul rispetto dei diritti umani e dell’ambiente nella propria filiera) e la rendicontazione di sostenibilità. Per entrambe le direttive, si restringe (e di molto) il perimetro delle imprese coinvolte e si alleggeriscono gli obblighi e le informazioni richieste.