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Ultimo aggiornamento: 7:55
Nella nostra società domina l’economia del Pil e dei consumi, cioè l’idea che lo sviluppo quantitativo sia l’unica direzione in cui si può realizzare un elevato benessere e raggiungere standard ottimali di qualità della vita, senza limitazioni che, secondo questa visione, non sarebbero possibili in altre forme di economia ed organizzazione sociale. Senonché questo modello comporta conseguenze negative e prezzi molto alti per la vita delle persone. È il nostro un sistema economico che genera in primis un incontenibile aumento delle temperature ed effetti climalteranti che sono sotto gli occhi di tutti.
Alluvioni e siccità, riduzione drastica della produzione agricola e impoverimento della biodiversità sulla terra, nei fiumi e nei mari. Per quanti, sempre inadeguati, tentativi si stiano profondendo per limitare questi effetti, finora i risultati sono stati molto grami, la macchina mondiale delle emissioni macina senza limiti i suoi terribili gas ed anidride carbonica, riempendo l’atmosfera, la terra e il mare. Le gravi conseguenze sulla salute delle comunità non frenano questa spinta e non inducono ad assumere provvedimenti concretamente efficaci, come evidenziano anche i ripensamenti europei sul green deal, accantonato e sostituito da un orribile war deal.






