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3 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 14:35
Strumentalizzato come pretesto per promuovere condoni, aumento delle cubature, aumento delle rendite immobiliari: il contrasto al consumo di suolo oggi è sempre più la ‘foglia di fico’ per legittimare speculazioni edilizie invece che un vero recupero sociale e ambientale. Grazie, anche, a un quadro normativo ambiguo e lacunoso, a partire dall’assenza di una legge nazionale coerente. A lanciare l’allarme – in vista della Giornata Mondiale del Suolo, venerdì 5 dicembre, quest’anno dedicata proprio ai suoli urbani – sono architetti, urbanisti, esperti di suolo e del suo consumo. “È vero, oggi la difesa del suolo può diventare una scusa per mascherare altre attività sul territorio chiaramente speculative”, afferma Luigi De Falco, architetto, ex assessore all’Urbanistica di Napoli e già vicepresidente nazionale di Italia Nostra, di cui è membro. “I condoni sono una piaga ciclica. Prendiamo il Salva Milano: nel testo si parlava di ‘salvaguardare’ quanto realizzato, senza fare consumo di suolo grazie alla verticalità. In realtà non si fa che tutelare gli interessi della speculazione fondiaria”. “È un paradosso”, spiega a sua volta Paolo Pileri, docente di Pianificazione territoriale ambientale al Politecnico di Milano e uno dei massimi esperti di consumo di suolo (il suo ultimo libro per Laterza è Dalla parte del suolo. L’ecosistema invisibile). “La rigenerazione ‘dopata’ viene fatta passare come medicina contro il consumo di suolo. È una pratica che attraversa la destra e la sinistra, unite pur di non fermare il consumo di suolo e unite anche nell’usare incredibile fantasia per aggirare le norme. Persino la nuova moda della ‘depavimentazione’, che dovrebbe liberare suolo, finisce per consumarne altro”.






