Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

15 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 14:35

Un piano di transizione energetica a “consumo di suolo zero”, fondato sull’impiego diffuso del solo fotovoltaico su superfici già artificializzate (tetti, aree dismesse, cave, infrastrutture) e sulla promozione delle comunità energetiche (CER). Nessuno spazio, invece, all’invasione dei progetti di impianti industriali di produzione e stoccaggio di energia da fonti rinnovabili “che non presentano vantaggi né ambientali né economici”. E chiusura anche verso l’eolico perché implica ingente e irreversibile consumo di suolo. È la proposta (e la polemica) portata avanti dalla coalizione ambientale interregionale TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione), formata da associazioni e comitati territoriali, che proprio di recente ha presentato il “Piano Nazionale di Transizione energetica a Zero consumo di suolo”, concepito su istanza del “Movimento Sindaci Italiani per una Transizione Energetica Rispettosa dei Territori”. Il documento, redatto con il supporto, la supervisione e la consulenza di esperti, tra cui il dirigente Ispra Michele Munafò e Massimo Rovai, agronomo presso UniPi e presidente di Slow Food Toscana, analizza criticamente le attuali strategie di decarbonizzazione in Italia, evidenziando le contraddizioni di un modello basato su grandi impianti eolici e fotovoltaici industriali su aree agricole, selvatiche e montane.