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5 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 10:15

Sono in genere contraria a ogni forma di “giornata di”. Trovo che parlare di un tema una sola giornata all’anno, qualunque sia, persino minore, sia sminuente e inutile. Se un tema è rilevante, allora di quel tema bisognerebbe parlare sempre, ogni giorno, ogni volta che c’è una notizia e non in una giornata istituzionale e, appunto, poco utile. E’ vero che in certi casi la giornata “per” o “di” è funzionale a che i giornali ne parlino. Molte associazioni giustamente approfittano della giornata per avere un po’ di attenzione dalla stampa, che comunque la pagina la deve riempire, e quindi, certo, almeno in quel giorno di quella cosa si parla. Ma non dovrebbe andare così.

Se tuttavia è inutile nella maggior parte dei casi, la giornata “di” è assolutamente controproducente per quanto riguarda l’ambiente. La Giornata dell’Ambiente fu istituita cinquant’anni fa, nel 1972, dalle Nazioni Unite. Erano gli anni in cui l’ambiente era ancora il panda da salvare, la specie protetta, l’oasi vicino casa. Erano gli anni in cui si cominciava a capire la gravità del problema, ma per lo più il mondo era inconsapevole della crisi climatica che di lì a poco avrebbe cominciato a manifestare i suoi drammatici effetti. Già solo per questo, dunque, la giornata non ha senso. Forse, sarebbe meglio parlare della “giornata della crisi climatica”, almeno sarebbe più specifico, più chiaro, meno vago.