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Ultimo aggiornamento: 19:23

In occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, dedicata quest’anno alla lotta all’inquinamento da plastica, l’Onu e il suo Programma ambientale (Unep) rilanciano l’appello all’azione. Mentre il Wwf rende noto che ogni anno vengono prodotte 410 tonnellate di plastica, soprattutto da fonti fossili, e solo il 9% viene riciclato. È necessario fare di più. Tra 19 e 23 milioni di tonnellate finiscono negli ecosistemi acquatici ogni anno e secondo le previsioni dell’Unep si rischia un aumento del 50% entro in 2040 senza un intervento deciso.

L’impatto sull’ambiente ci riguarda da vicino: la plastica non solo costituisce l’80% dei rifiuti dispersi nel Mediterraneo, uno dei mari più inquinati da microplastica, ma rappresenta anche un rischio per la nostra salute, con le nano e microplastiche che inaliamo e ingeriamo con alcuni cibi. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, nel sottolineare la necessità di un accordo ambizioso sulla plastica afferma che “c’è un movimento per un cambiamento urgente”.

Tuttavia, Inger Andersen, direttore esecutivo dell’Unep, precisa che “non possiamo fare affidamento solo sul riciclo. Solo affrontando l’intero ciclo di vita, oltre a utilizzare approcci circolari, possiamo garantire che l’inquinamento da plastica rimanga fuori dai nostri oceani, dai nostri suoli e dai nostri corpi”. Tra due mesi a Ginevra 100 Paesi riprenderanno i negoziati – avviati nel 2022 e che non hanno ancora prodotto risultati – per raggiungere un trattato globale sulla plastica: sarà una possibilità per dimostrare l’interesse della comunità internazionale verso il tema.