"Il consumo di suolo è la vera emergenza del nostro paese e deve diventare una priorità strategica non più rinviabile".
Lo afferma il Wwf Italia alla vigilia della Giornata mondiale del suolo.
I dati, spiega, raccontano una realtà drammatica: secondo il report Ispra-Snpa, nel 2024 sono stati trasformati in superfici artificiali quasi 84 chilometri quadrati, con un consumo netto superiore a 78 chilometri quadrati, il valore più alto dell'ultimo decennio e un incremento del 15,6% rispetto al 2023. Oggi le coperture artificiali occupano oltre 21.500 km chilometri quadrati, pari al 7,17% del territorio nazionale, contro una media europea del 4,4%.
L'Italia sta vivendo un'accelerazione delle trasformazioni urbanistiche e infrastrutturali che mette a ecosistemi, sicurezza dei territori e qualità della vita. Serve una legge chiara per fermare l'ulteriore artificializzazione e, parallelamente, rigenerare e rinaturalizzare i contesti più degradati", afferma la direttrice generale del WWF Italia, Alessandra Prampolini.
Il suolo non è solo il supporto fisico della vita sulla Terra, ma un fondamentale serbatoio di biodiversità, un regolatore del ciclo dell'acqua e la prima linea di difesa contro erosione, alluvioni e siccità. Un suolo impermeabilizzato da cemento o asfalto non trattiene più l'acqua (e quindi amplifica allagamenti e alluvioni), non cattura carbonio (contribuendo all'accumulo di gas serra e al riscaldamento globale), non può più essere coltivato nè ospitare organismi viventi, impoverendo la rete ecologica che sostiene la vita.








