Irischi legati al cambiamento climatico oggi non sono più una possibilità remota, ma una realtà con cui dobbiamo convivere quotidianamente. Le città non si limitano a osservare un fenomeno esterno, ma sono diventate il palcoscenico del cambiamento. Come reagiranno? E, in un mondo che cambia, chi avrà davvero il diritto di abitarle?
Forse la risposta arriva da dove meno ce l'aspettiamo: dagli universi immaginari della fantascienza. Da "Blade Runner 2049” a “New York 2140”, ogni racconto sul futuro urbano nasce da un rischio reale. Quelle visioni ci parlano del nostro presente: città sommerse, torride o coperte da nevi perenni, dove la natura torna a chiedere spazio o viene completamente rimossa. In questo senso, la fantascienza fa un lavoro di previsione narrativa: non prevede il futuro con esattezza, ma immagina le forme che le nostre città potrebbero assumere per sopravvivergli.
Oggi, alcune città del mondo stanno riscrivendo quelle sceneggiature, cercando di passare dal timore alla co-evoluzione. Davanti a tre rischi principali - alluvioni, isole di calore, innalzamento del mare - nascono tre visioni del futuro urbano : la città spugna, la città giardino e la città galleggiante.
La città spugna nasce in Cina da un’idea dell’architetto paesaggista Kongjang Yu e propone un cambio di paradigma rispetto alla città impermeabile che respinge l’acqua per trasformarla in una spugna che assorbe. Progetti come il Benjakitti Forest Park di Bangkok o le Handan Terraces nella provincia di Hebei, in Cina, trasformano l’acqua da minaccia a risorsa. Laghi di raccolta, giardini della pioggia, parchi allagabili: infrastrutture naturali progettate per danzare con le dinamiche dell'acqua, per adattarsi all'imprevedibilità del clima che sta cambiando. È l’opposto della città di "The Giver” (Noyce, 2014), dove tutto è impermeabile al cambiamento e prevedibile. Nella visione delle “sponge cities” il rischio non si elimina, ma si trasforma in occasione di adattamento. L’acqua diventa parte della struttura urbana, come un elemento vivo che ridisegna il paesaggio e la vita quotidiana.







