Pur occupando solo una minima parte della superficie terrestre, i centri urbani consumano oltre due terzi dell’energia mondiale e producono circa il 70% delle emissioni di gas serra. Appare chiaro, dunque, come oggi più che mai il futuro della lotta al cambiamento climatico si giochi anche nelle città. Nella corsa verso questo traguardo le fondazioni filantropiche si stanno ritagliando un ruolo sempre più da protagoniste. A raccontarlo è il primo report “Foundations’ Actions for the Eu Mission Climate-Neutral and Smart Cities”, redatto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo in collaborazione con Philea (Philanthropy Europe Association), che ha iniziato a mappare il contributo di queste realtà al processo di transizione ecologica urbana.
Il documento analizza il contributo delle fondazioni filantropiche europee alla Eu Mission “Climate-Neutral and Smart Cities”, lanciata dalla Commissione europea per supportare 112 città (100 nell’Ue e dodici in paesi associati) nel raggiungimento della neutralità climatica entro il 2030. Il focus è sul ruolo svolto dalle fondazioni nei Climate City Contracts (Ccc), accordi strategici che definiscono gli obiettivi condivisi da città e stakeholder locali per raggiungere la neutralità climatica. In tutto, il report fotografa l’impegno di 58 fondazioni che operano in 22 città europee selezionate per la Mission, analizzando i modelli di collaborazione, i settori di intervento prioritari e le strategie di finanziamento adottate per accelerare la transizione verde. In base ai risultati, 58 fondazioni sono attivamente coinvolte in 22 città europee che hanno firmato i Climate City Contracts, mentre ulteriori 16 fondazioni sostengono iniziative correlate alla neutralità climatica, pur senza essere formalmente incluse nei Ccc.






