“Si percepisce un certo stupore per la fine di quel regime di impunità per i vertici aziendali che in Italia ha sempre garantito una sorta di immunità di classe dalle responsabilità penali“. A scrivere così della condanna definitiva nei confronti di Mauro Moretti, ex ad di Ferrovie, per la strage di Viareggio è Dante De Angelis, ex macchinista, sindacalista, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Per anni ha denunciato i rischi per la sicurezza del trasporto ferroviario per via della scarsa manutenzione, dell’usura, dei mancati controlli. Per le sue segnalazioni e le sue dichiarazioni alla stampa è stato licenziato due volte da Ferrovie e per due volte i tribunali del lavoro l’hanno reintegrato. In queste ore in cui alcuni politici, giornali, commentatori si stracciano le vesti per il fatto inaudito che un manager è finito in carcere De Angelis ha affidato il suo pensiero al Manifesto in un intervento. “E’ più che lecito – scrive De Angelis – che un condannato continui a proclamarsi innocente malgrado l’evidenza giuridica contraria, anche Moretti. Ma i toni di lesa maestà con cui lui e la sua difesa l’hanno fatto, peraltro spalleggiati da una pletora di commentatori sulla stampa, mostrano ancora una volta la totale mancanza di empatia con le vittime, l’assenza di consapevolezza della gravità dell’accaduto e un atteggiamento ostile alle regole sociali“.