Pavia Tapparelle giù, complessi giochi di aperture e chiusure di finestre per catturare nelle prime ore del mattino invisibili fili d’aria (quasi) fresca. Pale sul soffitto che girano senza sosta (quando ci sono) qualche ventilatore da borsetta, l’accortezza di tenere i bambini nelle zone più fresche di nidi e scuole d’infanzia che no, non sono fatte per queste temperature. Le temperature venerdì pomeriggio in molti nidi e scuole d’infanzia di Pavia hanno superato i 36 gradi, dicono i genitori. E non è un caso isolato: a Milano i genitori hanno misurato fino a 38 gradi, in tutta la provincia segnalano i sindacati della scuola Cgil, Cisl e Uil, mamme e papà hanno recuperato bambini sudati e stanchissimi e le maestre boccheggiano.
La richiestaCosì un gruppo di genitori delle scuole d’infanzia Gazzaniga, Malcovati, Vaccari, Negri, 8 Marzo e Sante Zennaro, Peter Pan e L’aquilone hanno scritto al sindaco Lissia, alle assessore all’Istruzione e Lavori pubblici Alessandra Fuccillo e Alice Moggi : «Viste le temperature torride registrate negli ultimi anni nei mesi estivi ed il fatto che il cambiamento climatico non è un fenomeno emergenziale, ma strutturale - scrivono - chiediamo che le scuole d’infanzia e gli asili nido comunali vengano dotati quanto prima di impianto di condizionamento anche al fine di tutelare la salute dei bambini, sempre più soggetti a malori e colpi di calore». La stessa richiesta che un altro gruppo di genitori aveva avanzato il 16 luglio scorso durante il Cred alla Negri. «Dei bambini sono stati male -. spiega Chiara Rovati, rappresentante dell’Infanzia Gazzaniga -. Le maestre sono attentissime a fare il possibile ma questa settimana quando sono andata a prendere mio figlio la temperatura era invivibile. C’è un giardino con alberi, ma il tendone per l’ombra è rotto da decenni: il problema climatico non è un’emergenza. E alle assessore dico: venite a trovarci a scuola, a vedere». «Anche mia figlia è stata male per il caldo» racconta Marta Miola, un’altra delle mamme in rivolta. Gli insegnanti raccontano di bimbi sudati, con la testa sul banco, fermi per il caldo. E non tutte le famiglie hanno un’alternativa al servizio pubblico. Cosa è stato fattoMartedì l’assessora a Nidi, Scuole d'infanzia, Pubblica istruzione Alessandra Fuccillo ha scritto a genitori, insegnante e personale per esprimere dispiacere per il disagio «dovuto alla situazione climatica» e spiegare che «a fronte di una carenza manutentiva ultradecennale, il Comune ha stanziato fondi e sta mettendo in programma manutenzioni straordinarie». Che però si vedranno l’anno prossimo. Ma cosa è stato fatto in un anno? «Venerdì è stato collaudato un sistema di raffreddamento al Vaccari - spiega Fuccillo - e coi Comuni di tutta Italia chiediamo al Governo un piano calore per le scuole: i costi sono enormi». E in questi giorni? «Le educatrici hanno organizzato attività con l’acqua e nelle zone più fresche. La settimana scorsa abbiamo acquistato 16 condizionatori portatili per le sale nanna dei nidi, saranno distribuiti lunedì. Non basta, alcune scuole hanno ventilatori a soffitto, altre nemmeno: stiamo cercando di tamponare e dobbiamo arrivare attrezzati per l’anno prossimo». Difficile però immaginare una soluzione in ogni scuola, in un anno. Intanto, al caldo ci sono anche le lavoratrici: «Abbiamo ricevuto decine di segnalazioni - racconta Luigi Verde, Uil Scuola - In materne e asili si arriva a 38 gradi con maestre di 60 anni e bambini piccoli». «Le maestre - aggiunge Elena Maga, Cisl - sono preoccupate per sé e per i piccoli: Pavia, Voghera, Vigevano, Mortara. In un futuro sempre più caldo infanzia e nidi, aperti fino a fine luglio, devono avere impianti di climatizzazione, ma anche verde intorno». l











