Ricognizione nelle sedi dopo le proteste. Soltanto un terzo ha già i climatizzatori

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Aule "senza condizionatori", con "un solo ventilatore", con temperature "oltre i 33 gradi". Nei giorni del caldo tropicale sono scoppiate polemiche roventi contro il Comune da parte delle famiglie con bimbi iscritti all'asilo o ai centri estivi. Anche la Fp Cgil ha lanciato più volte l'emergenza: "Il caldo estremo sta creando una situazione di rischio nei nidi e nelle scuole d'infanzia" ha avvertito il segretario Giovanni Molisse, a difesa sia dei bimbi che degli educatori. Dopo proteste e raccolte firme, ieri l'assessore all'Edilizia scolastica Marco Mazzei (nella foto) ha riferito che Palazzo Marino ha avviato a fine maggio un piano straordinario di verifica di tutti gli impianti, in tutte le 270 sedi di nidi e asili della città, "per avere una fotografia dello stato dell'arte". La ricognizione edificio per edificio finirà intorno a metà luglio e "a fine mese avremo un quadro completo". Ad oggi solo 45 scuole che ospitano centri estivi hanno già impianti di condizionamento "fissi", il 27% del totale. E al momento i progetti e gli investimenti per aumentare l'installazione procede un po' al rallenty: "Tra quest'anno e l'anno prossimo - ha spiegato Mazzei - aggiungeremo altri dieci impianti fissi di condizionamento e nell'anno 2027-2028 ne metteremo altri quindici. Con risorse nuove che saranno identificate nel prossimo assestamento di bilancio arriveremo a circa 100 strutture climatizzate nei prossimi anni", tra impianti fissi e mobili però. Si stanno già usando misure di emergenza: "Ad oggi - dice - abbiamo 609 condizionatori portatili, 400 in più dell'anno scorso, 1.817 ventilatori (57 in più), 368 ombrelloni (111 in più], 339 gazebo".L'assessore premette che asili e nidi sono stati realizzati "tra il dopoguerra e gli anni '80 quindi con temperature diverse rispetto ad oggi, con ondate di calore sempre più lunghe. A fine ricognizione avrà un quadro delle strutture dove i condizionatori portatili possono essere installati in diverse unità, in altre andrà aumentata la potenza del contatore, poi ci sono le tipologie più complicate: dove l'impianto va adeguato e dove va rifatto completamente, ma rifare gli impianti elettrici vuol dire che le strutture vanno chiuse per oltre 20 giorni". Fa presente che poi "ci sono anche altri modi per rinfrescare, come l'uso di apposte tende per proteggere le pareti dal sole, o di pellicole sui vetri".