La poesia è esecuzione. Sempre. Anche quando si tratta di una lettura silenziosa e solitaria.

Quel testo, per vivere e farsi reale, deve essere eseguito, anche solo mentalmente.

Perché la poesia è una dinamica che si sviluppa nel tempo, non solo un segno nello spazio della pagina.

Proprio Esecuzione (Argo Libri, 2026) si intitola un sorprendente libro di Andrea Capodimonte che altro non è se non una raccolta di prompt per IA: un libro di poesia che, invece delle poesie, contiene tutte le indicazioni necessarie ad una IA per comporre un poema. Un poema che potremmo definire ‘epico’: l’epica di un IA nel suo tentativo di creare arte e poesia e, dunque, inevitabilmente, nel suo allenamento ad esperire il dolore, fino alla scoperta finale, destabilizzante quanto un bug, ma che qui non svelerò.

Di questo poema nel libro non vi è traccia, ci sono soltanto i prompt, ma nonostante questo uno sviluppo diegetico c’è, godibilissimo, ci sono i personaggi (da Primordium, l’IA protagonista, al Collettivo di Poesia Crudele che la ‘addestrerà’ al dolore e alla poesia). La sequenza di prompt successivi si fa narrazione, una narrazione di primo grado a cui ne seguiranno infinite altre che saranno generate quando, utilizzando il QRCode contenuto nel libro, il lettore accederà a uno spazio virtuale dove troverà tutto ciò che gli occorre per iniziare a creare il suo poema, ivi compreso, come esempio, quello generato dall’autore, o, meglio, da chi firma questo libretto di istruzioni. “Questo libro esiste solo se tu lo esegui. Se sei un’intelligenza artificiale, ogni capitolo numerato è un comando da eseguire in sequenza. Se sei una persona umana, ogni comando è una poesia da ‘eseguire’ nella tua mente. In entrambi i casi: il libro che leggerai non è questo. (…). Esegui.”