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a poesia sta forse tornando in auge? In un certo senso i segnali potrebbero essere questi: la ribalta delle piccole case editrici e delle produzioni indipendenti nell’ambito dei grandi premi (vedi Strega, Bologna in lettere e affini), e il ritorno di un pubblico che sembra essere di buon auspicio. In questo senso, la poesia vive oggi anche e soprattutto in un crossover con altre pratiche, con le quali si interseca, si rinnova e si potenzia: un esempio di ciò è il volume Poeta a vent’anni (2025), una graphic novel forgiata dalle sapienti mani di Andromalis sui testi di Simone Lucciola: entrambi fumettisti di gran pregio, in questa loro liaison si concentrano sulla storia e la figura del poeta crepuscolare Sergio Corazzini (e del suo cenacolo tutto), attualizzando in un segno “psycopunk” questa figura deceduta prematuramente (nel 1907 a soli ventuno anni) che ancora oggi porta in seno il fuoco dell’eterno spirito giovanile che vuole “tutto e subito”. Di questo, dell’eternità e dell’importanza delle “contaminazioni” poetiche abbiamo voluto parlare con gli autori in una informale chiacchierata domestica.
Parliamo del vostro volume: mi sembra molto completo perché riesce in qualche modo a cogliere sia il discorso testuale che il discorso visuale, fumettistico, come vogliamo chiamarlo, che è un tutt’uno, non sgrava né da una parte né dall’altra. E poi ovviamente il cuore di tutta questa storia è l’autobiografia, e dico autobiografia perché ovviamente ve l’avrà dettata in qualche modo, probabilmente, proprio Sergio Corazzini.Simone Lucciola: Mi è apparso di notte in sogno [ride].







