Tre giorni dedicati ai giovani della Lega. È la loro festa. Dibattiti, ma anche divertimento a pochi passi dal mare. Da Milano Marittima, questo weekend, passerà lo stato maggiore del Carroccio. A capitanare i giovani è Luca Toccalini, deputato e segretario federale del movimento giovanile.Quest'anno un grande evento, è per dare una risposta a chi vi dice di essere al 5%?«Sono entrato in Lega a 16 anni, nel 2006, e dal quel giorno sento dire che la Lega è finita, che non ha futuro. La storia ci racconta un'altra realtà, anche questa volta sarà così».Che clima si respira tra i giovani militanti, visto il periodo un po' agitato nel partito?«Spesso i giovani sono più maturi di alcuni dirigenti: si confrontano nelle sedi opportune, davanti a unabirra dopo la riunione di sezione».La leadership di Matteo Salvini, cosa dicono i giovani?«Guardi poco più di un anno fa c'è stato il congresso, nessuno si è fatto avanti come alternativa. E anche lì i giovani si sono fatti valere: non solo con la mia elezione in consiglio federale, ma anche quella di un giovane avvocato di 27 anni. E poi mi lasci dire una cosa...».Cosa?«Ma lei ha mai visto un politico rischiare la galera per mantenere la promessa elettorale di bloccare gli sbarchi? Parlare è facile, metterci cuore e coraggio è decisamente più difficile».I giovani sono rimasti delusi dall'addio di Roberto Vannacci?«Si sono sentiti traditi da una persona che avevano accolto a braccia aperte e che poi ci ha voltato le spalle. Vedo promesse da mercante».C'è qualche proposta nata dai giovani che vorreste come priorità nazionale?«Sto lavorando con il sottosegretario Durigon a Contratto Giovani, una Flat tax al 5% per i giovani lavoratori e per chi rientra dall'estero. Dobbiamo metterli nelle condizioni di costruirsi un futuro. Ma non dimentichiamoci del tema della salute mentale e dell'IA, temi a cui le nuove generazioni tengono molto».