Sicurezza, Russia, Vannacci e il futuro della Lega. Matteo Salvini ha parlato a tutto campo al convegno dei giovani del Carroccio "Nexus. La generazione che non si arrende", in corso a Milano Marittima, in un'intervista condotta da Giuseppe Cruciani. Sul tema della sicurezza, Salvini ha annunciato l'intenzione di "militarizzare le stazioni italiane con pattuglioni di forze dell'ordine e vigilantes". E ha rivendicato il lavoro del partito: "Mentre altri chiacchierano ovunque di immigrazione e sicurezza, noi abbiamo rischiato sei anni di galera per avere fermato barche e barchini: è la differenza tra chi chiacchiera e chi fa".Sul generale Roberto Vannacci, passato alla Lega e poi uscito in polemica, Salvini ha glissato sul rancore ma non ha nascosto la delusione: "Io non porto rancore, c'è più una delusione umana che politica che dura qualche ora poi si guarda avanti. Rimangiarsi nel giro di qualche settimana tutta questa apertura da parte di un uomo in divisa è stata una delusione". E ha chiuso con una battuta: "Non ci siamo sentiti più al telefono: mi freghi una volta...". Sul saluto romano usato nei convegni del generale ha aggiunto: "Se ai loro convegni si salutano e si accolgono al saluto di camerati, preferisco il raduno dei giovani della Lega. La parola camerata fa parte di un passato da studiare".Parlando "a titolo personale e non da ministro", Salvini ha ribadito la sua posizione sul rapporto con Mosca: "Ritengo che tornare ad avere buoni rapporti da tutti i punti di vista con la Federazione Russa sia fondamentale per il futuro culturale dell'Occidente perché l'alternativa è regalare Mosca a Pechino e se noi cementiamo l'asse tra Mosca e Pechino abbiamo finito di vivere e di sopravvivere". Sul gas russo ha detto di essere favorevole al riacquisto, osservando che "ci sono Paesi europei importanti che stanno comprando centinaia di milioni di euro di materie prime dalla Russia". Sulla linea del governo ha però precisato: "Si decide di squadra: quello che decide il Governo lo rispetto e lo eseguo".Alla domanda se voglia tornare al Viminale, Salvini non ha chiuso la porta: "È mica facile fare il ministro dell'Interno. A me piace portare a termine le cose, quindi in questa legislatura vado a chiudere tutti i cantieri. Se vinciamo, sì". Ha però escluso la candidatura a sindaco di Milano: "Fammi dare una mano all'Italia da Nord a Sud ancora per qualche anno". E ha aggiunto di essere "a disposizione del mio Governo, di una presidente del Consiglio che stimo. Un Governo che trova in Matteo Salvini un leale esecutore".Sull'uscita di Stefano Donnarumma dall'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Salvini ha parlato di "scelta consensuale", aggiungendo di essere "critico con me stesso: non chiedo agli altri quello che non sono stato in grado di fare". Su Donald Trump, Salvini ha detto di ritenere che "stia facendo l'interesse della gente che lo ha votato", pur non aspettandosi "un iperattivismo estero, dall'Iran al Venezuela". Il grande assente, secondo il segretario leghista, rimane però l'Europa. Infine, la battuta finale: Cruciani, da lui definito possibile candidato sindaco di Milano, si è sentito rispondere dalla platea con un ritmico "Cru-cia-ni, Cru-cia-ni". "E con questo abbiamo chiuso le primarie", ha scherzato Salvini. "Puoi fare il sindaco, 'la Zanzara', le tournée. Basta che non ti porti Parenzo come vice sindaco".