“Tra tre anni cederò volentieri il testimone” come segretario della Lega, spiega il suo leader Matteo Salvini, intervistato da Giuseppe Cruciani sul palco dell'evento Nexus a Milano Marittima, mentre nella prossima campagna elettorale “servono i capitani ma anche le truppe”. Un modo, questo, per dire che i governatori leghisti, da Luca Zaia a Massimiliano Fedriga, “me li aspetto tutti non dietro, ma di fianco per vincere” le elezioni.
C’è spazio anche per parlare di Roberto Vannacci: " Io non porto rancore, c'è più una delusione umana che politica che dura qualche ora poi si guarda avanti. Rimangiarsi nel giro di qualche settimana tutta questa apertura" della Lega "da parte di un uomo in divisa è stata una delusione. Abbiamo l'ansia da prestazione? No. Lo seguo con la dovuta attenzione e il dovuto rispetto. Non ci siamo sentiti più al telefono: mi freghi una volta...".
E ancora: "Se ai loro convegni si salutano e si accolgono al saluto di camerati, preferisco il raduno dei giovani della Lega. La parola camerata fa parte di un passato da studiare".
Sulla riforma della legge elettorale, il vicepremier commenta: "Ho una convinzione, non una certezza: che l'anno prossimo ci troveremo qui a festeggiare la vittoria del centrodestra con la Lega ampiamente sopra il 10% a prescindere dalla legge elettorale". E sulle preferenze: "L'unico dubbio, e sono laico anche su questo, è questo momento storico, rispetto al passato quando la campagna elettorale per il comune di Milano o per le europee la facevi con dei volantini in carta ciclostilati e messi sotto i tergicristallo. Adesso l'unica mia preoccupazione e ripeto, io sono sempre stato eletto le preferenze, è fare una campagna elettorale che finisca per permettere solo ai milionari di emergere e prendere i voti”.











