di
Cesare Zapperi
Il segretario leghista: «Vannacci? Non mi frega più. E rivoglio il Viminale»
Matteo Salvini non lascia, raddoppia. Non che il leader della Lega avesse mai messo in dubbio la sua permanenza alla guida del partito e tantomeno aperto ad una modifica degli assetti organizzativi interni. Ma dall’atmosfera calda e umidissima della Riviera romagnola che da sempre gli è congeniale (eccessi del Papeete a parte) rilancia su tutta la linea, ribandendo i suoi punti fermi.
A partire dalla leadership: «L’anno scorso i militanti mi hanno chiesto di continuare a fare il segretario per quattro anni, uno è passato, ce ne sono altri tre. Farò con orgoglio il militante fra militanti da segretario in questo momento per altri tre anni» spiega rispondendo alle domande di Giuseppe Cruciani, guest star della convention dei Giovani della Lega a cui fa una confidenza personale per il futuro: «Escludo i giardinetti, ma non la carrozzina…» (paternità in vista?).











