VENEZIA - Sette anni dopo il Papeete (era l’agosto 2019 quando, in costume da bagno e sorseggiando cocktail, il segretario della Lega sancì la fine del Governo Conte), Matteo Salvini torna a Milano Marittima e, alla faccia delle temperature tropicali che attanagliano il Paese, gela chi confidava in un cambio alla guida del partito. La modifica dello statuto? Il modello bavarese? Zaia e Fedriga capi del Nord per recuperare i consensi in caduta libera verso il nuovo partito del generale Roberto Vannacci? Niente di tutto ciò, perché Salvini non ha alcuna intenzione di ritirarsi: non lascerà via Bellerio prima del 2029. «Io sono partito da militante e continuerò a fare il militante tra i militanti anche quando non sarò più segretario», dice a Giuseppe Cruciani all'evento NexUS organizzato dalla Lega Giovani a Milano Marittima di Cervia, in provincia di Ravenna. Puntualizzando: «L'anno scorso i militanti mi hanno chiesto di continuare a fare il segretario per quattro anni. Uno è passato, ce ne sono altri tre. Farò con orgoglio il militante tra i militanti da segretario e poi cederò volentieri il testimone».

Cruciani insiste: quindi continuerà a fare il segretario del Carroccio per altri tre anni? «Finché mi alzo la mattina con carica e motivazione». E guiderà la prossima campagna elettorale per le Politiche 2027? «C'è sempre la variabile ultraterrena - risponde Salvini -, ma se la salute permette guiderò la campagna elettorale. La forza della Lega è e sempre sarà la squadra: servono i capitani ma servono le truppe, determinate, motivate». Ed è a questo punto che il segretario del Carroccio chiama in causa gli esponenti del Nord, dal presidente del consiglio regionale del Veneto Luca Zaia al governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, che poi erano i papabili segretari se il partito avesse adottato il modello bavarese: «Me li aspetto tutti - dice Salvini -, non dietro ma di fianco per vincere la campagna elettorale». Previsioni Al raduno dei giovani del Carroccio a Milano Marittina, il Capitano ostenta ottimismo: «L'anno prossimo ci troveremo qua a festeggiare la vittoria elettorale del centrodestra con la Lega ampiamente sopra il 10% a prescindere dalla legge elettorale». Liquida con una battuta il dibattito sulla legge elettorale («Sono laico»), ma precisa: «Preferisco un modello in base al quale chi vince, deve vincere nelle urne e non nei giochi dei palazzo». Poi aggiunge: «Io sono stato eletto per decenni con le preferenze in Consiglio comunale e a Bruxelles. L’unico mio dubbio e preoccupazione, e sono laico su questo, è che la campagna elettorale se la possano permettere solo i milionari. Se non hai milioni da spendere, te la giochi con più difficoltà rispetto a chi ha il portafoglio pieno». Il generale Ma siccome il giorno prima un sondaggio ha registrato il sorpasso di Futuro Nazionale sulla Lega, la domanda è scontata: e Vannacci? «Vannacci? Io non porto rancore, c'è più una delusione umana che politica che dura qualche ora e poi si guarda avanti. Sicuramente, visto che gli abbiamo aperto le porte di casa nostra, rimangiarsi tutto nel giro di qualche settimana - da parte, poi, di un uomo in divisa che dovrebbe essere cresciuto nel rispetto della parola data - è stata una delusione». Ad ogni modo, attacca, «abbiamo l'ansia da prestazione? No. Lo seguo con la dovuta attenzione e il dovuto rispetto». Ma era il vicesegretario federale della Lega, vi siete più sentiti? «No, mi freghi una volta, ma non mi freghi la seconda volta... E se ai loro convegni si salutano e si accolgono fra “camerati”, io preferisco le giornate della Lega Giovani, dove ci sono ragazze e ragazzi amici, fratelli compatrioti, autonomisti». In ogni caso, nessun patto elettorale con il Generale: alle prossime elezioni Politiche «arriveremo con questa alleanza: con Vannacci a oggi evidentemente no. Ha votato contro il piano casa e se ci ritiene dei falliti, non penso cambierà idea tra un anno». Ma potrebbe essere Salvini il candidato sindaco di Milano? «Fatemi dare una mano all'Italia da Nord a Sud ancora per qualche anno». Magari come ministro dell’Interno? «A me piace portare a termine le cose, quindi in questa legislatura vado a chiudere tutti i cantieri. Ma se vinciamo, sì».