Matteo Salvini rilancia la sua leadership e si prepara alla prossima sfida elettorale. Dal palco di NexUS 2026, la manifestazione della Lega Giovani in corso a Milano Marittima, il leader del Carroccio chiude il dibattito sul suo futuro alla guida del partito e assicura che sarà lui a condurre la prossima campagna elettorale, affiancato dai principali amministratori leghisti, a partire da Luca Zaia e Massimiliano Fedriga. «L'anno scorso i militanti mi hanno chiesto di continuare a fare il segretario per quattro anni, uno è passato, ce ne sono altri tre», ha ricordato Salvini, sottolineando di sentirsi ancora animato dallo stesso entusiasmo degli inizi. «Sono partito da militante e continuerò, anche quando non sarò più segretario, a fare il militante fra i militanti». Alla domanda se guiderà ancora il partito alle prossime elezioni politiche, il vicepremier scherza sulla «variabile ultraterrena», ma poi non lascia spazio ai dubbi: «Se la salute lo permette, assolutamente sì». La campagna, però, non sarà incentrata soltanto sulla sua figura. «La forza della Lega è sempre stata e sempre sarà la squadra», afferma. «Non sarà una campagna elettorale solitaria: servono i capitani, ma servono anche le truppe. Da Zaia a Fedriga, passando per sindaci e governatori, me li aspetto tutti non dietro, ma di fianco per vincere». Sul fronte delle alleanze, Salvini conferma che il centrodestra si presenterà alle urne con l'attuale coalizione di governo, escludendo invece un'intesa con l'eventuale movimento politico riconducibile al generale Roberto Vannacci. «Ad oggi, evidentemente no», taglia corto. Il segretario leghista non nasconde anche una delusione personale nei confronti dell'eurodeputato. «Non porto rancore, ma c'è stata più una delusione umana che politica», spiega, riferendosi alla rottura dei rapporti dopo la collaborazione con la Lega. «Non ci siamo più sentiti al telefono: mi freghi una volta, non la seconda». E aggiunge una stoccata agli incontri del movimento di Vannacci: «Se ai loro convegni si salutano fra camerati, io preferisco il raduno dei giovani della Lega. La parola "camerata" appartiene a un passato da studiare». Guardando invece al futuro del governo, Salvini si dice pienamente leale all'esecutivo guidato da Giorgia Meloni, ma non nasconde l'ambizione di tornare al Viminale dopo le prossime elezioni. «Mi piace portare a termine le cose e dobbiamo chiudere tutti i cantieri. Ma se vinciamo le elezioni, sì», risponde a chi gli chiede se vorrebbe tornare ministro dell'Interno. «Da domani mattina sono a disposizione del mio governo e della presidente del Consiglio, che stimo e di cui mi fido». Infine, un passaggio sulla possibile riforma della legge elettorale. Salvini si dice aperto al confronto, ma esprime perplessità sul ritorno alle preferenze: «Il rischio è che possano emergere solo i milionari. Se non hai milioni da spendere, te la giochi con molta più difficoltà rispetto a chi ha il portafoglio pieno».