“Non dobbiamo rincorrere Vannacci ma dobbiamo ritrovare noi stessi”. Mattia Montemezzo è il vice sindaco di Rovolon, cinquemila abitanti nel padovano. Ha 28 anni, leghista da quando ne aveva sedici. In questi dodici anni ha vissuto la Lega al 34 per cento e quella al 5 per cento. E questo weekend si è riunito a Milano Marittima insieme a 300 giovani leghisti per il raduno “NexUs” ideato dal presidente di Lega Giovani, il deputato Luca Toccalini. “È il momento della riflessione – racconta al Fattoquotidiano.it – la politica moderna cambia velocemente dunque anche le strutture del partito devono adattarsi a questi cambiamenti ed è fisiologico fermarsi a riflettere”. La tre giorni serve anche a questo: sul palco del resort a cinque stelle si alternano ministri, governatori e vicepremier leghisti per parlare di lavoro, scuola, economia e migrazione. Ma c’è spazio anche per l’influencer Giò Urso che predica “fatturage e chiavage”. E tra una pausa e l’altra c’è spazio per riflettere sullo stato del partito: “Oggi è un momento complicato” ammette Daniele Bertone, 24 anni, leghista dalla Puglia. La fiducia però continua a rimanere alta: “Troveremo la strada”. E poi, condivide una riflessione personale, sul grande spettro che aleggia sui destini della Lega, il generale Vannacci che negli ultimi mesi ha riempito le piazze con giovanissimi e aspira a superare il Carroccio. “Perché ha questa presa sui giovani? In questa società liquida con pochi punti di riferimento, l’idea del leader forte e del generale piace”. Ma non era la stessa idea che fece fare il 34 per cento a Salvini? “Credo di sì, ci siam passati prima con Renzi, poi con Salvini, con Conte e con Meloni”. Ma secondo i giovani leghisti c’è una cosa che li differenzia dal loro ex Generale: “La capacità di amministrare” racconta Francesca Pizziolo, 28 anni, vice sindaca leghista del comune di Trebaseleghe, nel padovano. “Avere solo slogan è facile ma poi bisogna amministrare scontrandosi anche con la burocrazia. E noi leghisti lo abbiamo fatto”.