"La Regione sta presentando come attive e funzionanti delle strutture sanitarie che, nella realtà, sono ancora cantieri aperti o locali deserti. C’è uno scollamento totale tra i decreti firmati dall’Ast di Macerata e la reale offerta assistenziale per i cittadini della provincia. Per questo, a seguito dei sopralluoghi effettuati il 19 giugno nelle sette strutture dell’Ast, ho depositato una interrogazione alla giunta regionale sull’effettivo stato di attuazione della riforma". A sollevare la questione delle Case della comunità è il consigliere regionale del Pd Leonardo Catena, illustrando i motivi dell’atto che interessa le sedi di Treia, Macerata, Civitanova, Corridonia, Recanati, Camerino e San Severino, finanziate con le risorse della Missione 6 del Pnrr. "Con l’unica eccezione di Treia, nelle altre sei strutture si riscontrano tuttora cantieri aperti, spazi non allestiti e servizi non attivati. I decreti e le determine approvati lo scorso maggio dai vertici dell’Ast di Macerata e dal Dipartimento Salute regionale hanno certificato il completamento infrastrutturale per consentire la rendicontazione dei fondi, ma la disponibilità degli spazi fisici e delle dotazioni tecnologiche non costituisce di per sé una garanzia, se mancano il personale e i percorsi di cura integrati".
"Le Case della comunità chiuse o deserte"
Sopralluogo a Macerata, Treia, Civitanova, Corridonia, Recanati, Camerino e San Severino. "Chiarezza sugli atti inviati all’Ue"












