Il conto alla rovescia del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non fa sconti.

Entro la scadenza del 30 giugno, l’Italia deve dimostrare di aver aperto e reso operative le oltre mille Case di comunità finanziate con due miliardi di euro.

Strutture nate con un intento ambizioso: decongestionare i pronto soccorso intasati e creare una sanità di prossimità dove i cittadini possano trovare, vicino a casa, visite specialistiche, esami e attività di prevenzione.

A ridosso del traguardo il Ministero della Salute sta cercando di evitare un fallimento burocratico che potrebbe causare la perdita dei fondi europei.

Si è così giunti a un accordo contrattuale dell’ultimo minuto per i medici di famiglia: una misura d'emergenza per garantire che le nuove mura non restino desolatamente vuote al momento del taglio del nastro.