VENEZIA - «Chi si approccia alla montagna deve prepararsi meglio. La preparazione tecnica, ma soprattutto fisica, che riscontriamo in chi ci chiede aiuto è inadeguata. Con una pianificazione più oculata eviteremmo molti interventi». A dirlo è Giuseppe Zandegiacomo, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto che già nota un significativo incremento delle richieste di soccorso rispetto allo scorso anno. «Stiliamo dati su base annuale, quindi è presto per i bilanci, ma grosso modo posso dire che gli interventi sono in aumento. E tantissimi riguardano stranieri». Le zone dove si concentrano gli interventi del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto sono anche le più "instagrammabili": il rifugio Vandelli, vicino alle acque turchine del lago Sorapiss, e le Tre Cime, dove ieri un alpinista sloveno è rimasto bloccato in parete mentre si era già fatto buio. In Veneto, a determinare il costo di un intervento del soccorso alpino è una legge regionale. «Gli operatori preparano una relazione, detta "rapportino", per ogni intervento. L'Ulss poi, in base al tipo di intervento, alle persone coinvolte, all'orario e ad altri parametri stabilisce il contributo spese».