“I distretti sono uno degli elementi che conferiscono al sistema economico italiano una competitività specifica, che non si trova altrove in Europa”. Così Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, ha aperto la presentazione della 18esima edizione del rapporto annuale Economia e finanza dei distretti industriali, curato dal Research Department dell’istituto.

Nello scacchiere globale, dove Stati Uniti e Cina giocano la partita delle economie di scala, il modello italiano risponde con la flessibilità e il valore delle filiere territoriali. Un’architettura che sconta ancora il frazionamento del mercato unico europeo e che “potrebbe consentire di avere le economie di scala se non fosse ancora così frammentato”.

L’analisi, condotta sui bilanci di 22.557 imprese, fotografa la resilienza del sistema produttivo nazionale nel triennio 2023-2025, un ciclo segnato dal rallentamento della crescita globale e da profonde tensioni geopolitiche.

A tracciare il quadro è stato Gregorio De Felice, chief economist e responsabile del Research Department di Intesa Sanpaolo: “I distretti industriali italiani confermano una notevole capacità di adattamento, nonostante il livello di incertezza che caratterizza lo scenario internazionale. Il fatturato resta ampiamente superiore ai livelli pre-pandemia, la redditività si mantiene elevata e l’avanzo commerciale continua a collocarsi su valori storicamente molto alti, raggiungendo nel 2025 i 97,4 miliardi di euro, pari a circa l’85% del surplus del manifatturiero italiano. Le imprese distrettuali stanno inoltre ripensando le proprie strategie di internazionalizzazione, diversificando i mercati di sbocco e rafforzando il presidio di nuove aree geografiche, come Emirati Arabi Uniti, Polonia e Spagna. In uno scenario globale sempre più competitivo, segnato anche dall’intensificarsi della concorrenza cinese, i punti di forza dei distretti – qualità delle filiere, capacità innovativa, presenza di imprese leader e forte radicamento territoriale – continuano a rappresentare un fattore distintivo per la competitività del sistema produttivo italiano”.