<p>I <strong>distretti industriali</strong> italiani continuano a dimostrare una buona capacità di tenuta, anche in un contesto internazionale caratterizzato da rallentamento della crescita, tensioni geopolitiche e frammentazione degli scambi commerciali. È quanto emerge dalla 18esima edizione del rapporto «Economia e finanza dei distretti industriali» realizzato dal Research Department di Intesa Sanpaolo. </p> <p> </p> <h2><strong>Distretti più solidi, export cresciuto dello 0,9% nel 2025</strong></h2> <p>Secondo lo studio, nel triennio 2023-2025 i distretti hanno mantenuto un’elevata competitività grazie alla solidità patrimoniale, a livelli di redditività ancora soddisfacenti e alla capacità di presidiare i mercati esteri.
Nel 2025, depurando i dati dall’effetto straordinario del distretto orafo di <strong>Arezzo</strong>, che nel 2024 aveva registrato un forte incremento delle esportazioni verso la Turchia poi rientrato, l’export distrettuale è cresciuto dello 0,9%. </p> <p> </p> <p>L’avanzo commerciale si è attestato a 97,4 miliardi di euro, pari all’85% del surplus complessivo del manifatturiero italiano, confermando il ruolo strategico dei distretti per la bilancia commerciale del Paese. </p> <p> </p> <h2><strong>Fatturato sopra i livelli pre-Covid e redditività stabile</strong></h2> <p>Nel 2024 il fatturato complessivo delle imprese distrettuali ha raggiunto <strong>343 miliardi di euro</strong>, in lieve flessione rispetto ai picchi del biennio 2021-2022, ma comunque superiore del 16,6% rispetto ai livelli del 2019, prima della pandemia.








