Il 2024 non è stato un anno particolarmente soddisfacente per l’economia italiana e per il mondo manifatturiero, con la produzione industriale che ha subito continue contrazioni. Anche le 2.000 PMI bergamasche hanno risentito di questo contesto, pur riuscendo a mantenere una sostanziale stabilità, consolidando i risultati dell’anno precedente.

Il fatturato ha presentato un contenuto segno positivo (1.2%), con una ridotta contrazione, un punto percentuale, del reddito operativo complessivo (Ebit). Le vendite hanno raggiunto i 13.3 miliardi di euro, contro i 13.1 dello scorso anno. Poco più della metà delle imprese ha incrementato il fatturato ma il valore si riduce al 45% se guardiamo il reddito operativo. In definitiva, come anticipato, dopo la forte crescita avvenuta nel 2023 (su un 2022 già molto soddisfacente), si assiste a una prevista frenata che, tuttavia, non ha inciso sulla situazione economica complessiva. Dopo la forte crescita avvenuta nel 2023, si assiste a una prevista frenata che, tuttavia, non ha inciso sulla situazione economica complessivaVanno esaminate la capacità di produrre reddito e i livelli di redditività. L’analisi prende avvio dal valore aggiunto che si avvicina al 31% di incidenza sul fatturato (30.0% il dato del 2023). Il miglioramento non ha però generato un impatto analogo sull’Ebitda (o margine operativo lordo), cioè sul flusso finanziario prodotto dal business tipico, che si riduce in misura contenuta, scendendo di poco sotto il 12%. Questo indicatore esprime indirettamente l’autonomia finanziaria e rappresenta una grandezza attentamente monitorata dai finanziatori esterni. La causa alla base della contrazione è da ricercare nella minore capacità di assorbimento del costo del lavoro, la cui incidenza sul fatturato incrementa di un punto percentuale, arrivando al 18.9%. Il peso degli ammortamenti, di contro, non presenta modificazioni di rilievo.