Roma, 3 ago. (askanews) – Manifatturiero in ripresa per l’insieme dell’area euro a luglio, mentre in Italia attività e ordini rallentano, con una prima contrazione dell’occupazione dall’inizio di quest’anno. È la fotografia scattata dalle indagini condotte presso i responsabili degli approvvigionamenti delle imprese (Purchasing Managers Index o indici Pmi), condotte da S&P Global, i cui economisti tuttavia, in entrambi i casi, interpretano con cautela i risultati.

Per l’insieme dell’eurozona, l’indice Pmi manifatturiero è salito a 51,9 punti a luglio, da 51,4 a giugno, ai massimi da 3 mesi. Il sottoindicatore sulla produzione manifatturiera, riporta S&P con un comunicato, è salito a 52,9 punti, che secondo l’indagine è il valore più elevato da 52 mesi (da marzo 2022). In queste indagini i 50 punti sono la soglia di neutralità: sopra significa crescita, sotto contrazione.

L’indice Pim relativo al manifatturiero dell’Italia è sceso a 51,3 punti a luglio, da 52,2 di giugno. Una crescita comunque “sostenuta della produzione”, commenta Eleanor Dennison, economista della S&P Global Market Intelligence, ma occorre “analizzare gli indici secondari, che hanno evidenziato una domanda contenuta e un aumento dei livelli di incertezza sia tra le aziende sia tra i loro clienti”.