L’indice Pmi manifatturiero in Italia, messo a punto da S&P Global, è salito a maggio a 52,9 rispetto a 52,1 di aprile, al top da oltre quattro anni. Il dato è anche migliore delle attese che puntavano su una contrazione a 52. In particolare, le aziende manifatturiere italiane hanno segnalato una maggiore domanda collegata alla creazione di scorte di sicurezza. La rinnovata crescita dei nuovi ordini ha alimentato un’espansione più veloce della produzione manifatturiera, con il livello di fiducia che è quasi tornato alla sua normalità storica. I dati raccolti hanno tuttavia mostrato che rimangono le preoccupazioni riguardo alla guerra in Medio Oriente. Le ulteriori interruzioni nella catena di approvvigionamento hanno spinto sia clienti che produttori a tentare di creare scorte di sicurezza aumentando gli acquisti, e anche le pressioni sui costi si sono intensificate ulteriormente.

"Di fronte a ulteriori interruzioni nelle catene di approvvigionamento e a maggiori pressioni sui costi causate dalla guerra in Medio Oriente, le aziende manifatturiere in Italia stanno agendo per mitigare qualsiasi rischio di arresti produttivi", osserva Eleanor Dennison, Economist di S&P Global Market Intelligence. "Nonostante l’accelerazione dell’attività di acquisto – continua – i tentativi di costruire scorte di sicurezza non hanno avuto successo a causa di maggiori ritardi nelle consegne. Questo nuovo miglioramento della domanda osservato in tutto il settore probabilmente sarà insostenibile quando l’aumento delle scorte inevitabilmente svanirà. Tuttavia, dato che questa è stata una delle più forti iniezioni di nuovi lavori in oltre quattro anni, le aziende hanno aumentato in tutta risposta i loro volumi di produzione. Sebbene le aziende manifatturiere italiane abbiano nuovamente affrontato un ulteriore forte e accelerato aumento della pressione media sui costi, non stiamo osservando un livello di inflazione ai livelli visti durante il picco della crisi energetica del 2022".