<p>In Italia il ritmo di crescita del settore manifatturiero ha rallentato a giugno per effetto di un'espansione più contenuta della produzione e dei nuovi ordini.</p><p>In questo quadro, l'indice Pmi manifatturiero elaborato da S&P Global è sceso a 52,2 punti a giugno, in calo rispetto ai 52,9 punti di maggio.</p><p>«Pur continuando a beneficiare in una certa misura delle iniziative di creazione delle giacenze, i dati di giugno dimostrano che questa spinta temporanea sta iniziando a esaurirsi.
Infatti, le stesse aziende manifatturiere hanno ridotto i propri volumi di acquisto in risposta al rallentamento della crescita e a fronte di un nuovo aumento delle scorte di materie prime», ha osservato Eleanor Dennison, economista presso S&P.</p><p>«Sebbene l'impatto negativo della guerra in Medio Oriente sia ancora chiaramente evidente nei dati relativi ai prezzi e ai tempi di consegna, gli ultimi dati forniscono invece i primi segnali che la situazione sta evolvendo nella giusta direzione per le aziende manifatturiere italiane», ha proseguito l'esperta.</p><p>«I tassi di inflazione dei costi e dei prezzi di vendita hanno registrato i livelli più bassi da marzo, subito dopo lo scoppio della guerra in Medio Oriente, e anche il deterioramento delle prestazioni della catena di approvvigionamento in questo periodo è stato minore», ha proseguito Dennison. </p><p>«Sebbene le imprese «si siano mostrate più ottimiste riguardo alle prospettive a 12 mesi, è chiaro che fanno affidamento su un miglioramento del contesto economico», ha concluso l'esperta.









