<p>I distretti industriali italiani continuano a dimostrare una buona capacità di tenuta, anche in un contesto internazionale caratterizzato da rallentamento della crescita, tensioni geopolitiche e frammentazione degli scambi commerciali. È quanto emerge dalla 18esima edizione del rapporto «Economia e finanza dei distretti industriali» realizzato dal Research Department di Intesa Sanpaolo.</p><p>Secondo lo studio, nel triennio 2023-2025 i distretti hanno mantenuto un'elevata competitività grazie alla solidità patrimoniale, a livelli di redditività ancora soddisfacenti e alla capacità di presidiare i mercati esteri.

Nel 2025 l'export distrettuale è cresciuto dello 0,9%.

L'avanzo commerciale si è attestato a 97,4 miliardi di euro, pari all'85% del surplus complessivo del manifatturiero italiano, confermando il ruolo strategico dei distretti per la bilancia commerciale del Paese.</p><p>Nel 2024 il fatturato complessivo delle imprese distrettuali ha raggiunto 343 miliardi di euro, in lieve flessione rispetto ai picchi del biennio 2021-2022, ma comunque superiore del 16,6% rispetto ai livelli del 2019, prima della pandemia.

La redditività operativa si mantiene su livelli considerati solidi, con un margine ebitda pari all'8%, mentre le stime per il 2025 indicano una sostanziale stabilità economica e reddituale.</p><p>«Dal conflitto nel Golfo Persico» derivano «conseguenze macroeconomiche significative ma non tali da portare l'economia mondiale in recessione nello scenario base», ha spiegato il capo economista di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice.Il presidente Gian Maria Gros-Pietro, ha sottolineato come il contesto internazionale sia entrato in una fase di profonda trasformazione. «Siamo in un mondo multipolare che però non ha ancora stabilito delle regole».