Quaranta gradi all’ombra, e non è un modo di dire.
Piazza della Scala, pieno centro di Milano: Ahmed si aggiusta il cappellino, controlla i due cellulari montati sul manubrio della bici che fanno da navigatore e centralino allo stesso tempo e si mette in movimento, pedalando lentamente.
L’asfalto è bollente, l’ombra un miraggio, unico dato positivo il traffico meno congestionato del solito.
Chi può è fuggito dalla città, chi lavora in ufficio sta barricato con l’aria condizionata e ordina il pranzo a domicilio.
Per i rider, veri e proprio forzati delle consegne, la sospensione del lavoro nelle ore più calde prevista dalle ordinanze regionali ha il sapore di una beffa.










