Le consegne inarrestabili
Mario Alberto Marchi
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L’ordinanza sindacale in vigore dal 7 luglio al 23 settembre impone alle piattaforme di consegna a domicilio di ridurre o sospendere l’assegnazione degli ordini ai ciclofattorini nella fascia 12.30-16, nei giorni in cui la mappa Worklimate di Inail-Cnr segnala per Milano un rischio «alto». Le società devono informare i rider sul livello giornaliero e garantire acqua, pause e aree ombreggiate. Il provvedimento estende ai lavoratori delle piattaforme l’ordinanza regionale del 9 giugno, scritta per i cantieri, le cave, l’agricoltura.
Con una differenza sostanziale: qui l’oggetto della norma non è un orario, è un algoritmo. Palazzo Marino chiede alle aziende di rallentarlo o fermarlo, cioè di mettere le mani nel meccanismo privato che distribuisce il lavoro. La reazione è stata immediata. Il giorno stesso dell’entrata in vigore i rider dell’Unione sindacale di base sono scesi in piazza con uno slogan che riassume il problema meglio di qualunque analisi: morire di caldo o morire di fame. Nessuno contesta la tutela.














