"Con l’arrivo del caldo non è cambiato nulla. Anzi, ci sono meno persone in città, quindi meno ordini, e siamo così costretti a lavorare di più per guadagnare uno stipendio dignitoso". La vita da rider a Firenze non fa sconti, neppure quando le temperature raggiungo picchi da bollino rosso. Zulqarnain Haider, 34enne originario del Pakistan, lo sa bene. La sveglia suona "intorno alle 8 di mattina, salgo sulla mia bici e lavoro, facendo qualche pausa, anche fino a mezzanotte: in media faccio dalle 14 alle 16 ore al giorno", ci spiega.
Arruolato in ben due scuderie delle big del food delivery ("perché altrimenti i soldi non bastano", confessa), il giovane racconta le sue giornate estive da rider, tra poche luci e parecchie ombre. "In questo periodo non ci è stato concesso nessun premio nelle tariffe – esordisce –, per ottenere più consegne devi garantire almeno dodici ore di copertura, anche nella fase centrale della giornata dove il caldo toglie il fiato".
In altre regioni, l’applicazione delle società blocca l’accesso ai rider nelle ore più calde, per evitare che possano accettare degli ordini. Succede anche a voi? "Per il momento no – spiega –, siamo operativi sempre, anche con 40 gradi. Anche se in questo periodo il lavoro diminuisce molto, perché ci sono meno persone in città e chi rimane preferisce uscire piuttosto che mangiare a casa".













