C’è una categoria di lavoratori che non ha solo paghe da fame, ma anche meno strumenti per combattere il caldo estremo di questi giorni: i rider. Costretti a scegliere, in maniera escludente, tra salute e reddito. Quasi tutte le Regioni italiane hanno ormai emesso ordinanze che impongono lo stop ai lavori all’aperto a più alto rischio nelle ore centrali della giornata. I rider sono lì, per le nostre strade. Pedalano più veloci che possono. Al sole, anche con 39 gradi, o nelle sere tropicali.A differenza di altri settori, per loro l'ordinanza di blocco delle attività per il caldo si traduce in un immediato azzeramento dello stipendio. Un paradosso strutturale. La maggior parte dei rider - sicuramente quelli di Glovo e Deliveroo, almeno per ora - sono inquadrati per lo più come autonomi, senza alcun diritto a forme di ammortizzatori sociali. Un’equazione semplice: meno si lavora, meno consegne si fanno, meno si guadagna."I rider - spiega all’AdnKronos Andrea Bacchin di Nidil Cgil Milano, il sindacato che si occupa delle nuove tipologie di lavoro - si trovano nel dilemma di dover scegliere fra la sicurezza e il portare a casa il reddito. Anzi, se non sceglie qualcuno per loro: nel momento in cui una Regione decide il fermo, le piattaforme bloccano il servizio e il lavoratore perde il reddito."Per questo motivo, la struttura nazionale del sindacato chiederà nelle prossime ore un incontro formale per "per studiare delle soluzioni idonee per fronteggiare l'emergenza" Al momento la Regione Lombardia non ha preso decisioni sul blocco: "Negli altri contesti regionali si è deciso di non porre il problema dei rider per evitare queste circostanze", sottolinea il sindacalista, confermando che gli stessi lavoratori, se non indennizzati, preferiscono continuare a consegnare."L'estate scorsa faceva molto caldo, quella prima ancora anche, questa ancora un pochino di più. Con la crisi climatica il contesto estivo sarà sempre questo", prosegue Bacchin, sottolineando che non si può "inseguire l'emergenza di anno in anno".La soluzione corretta, secondo Nidil Cgil, resta "superare questo modello contrattuale con le organizzazioni datoriali", poiché il caldo è solo la punta dell'iceberg di un inquadramento errato.Oggi (25 giugno) un'analisi condotta da Greenpeace Italia e Cgil ha stimato in 1,5 milioni i lavoratori a rischio nei prossimi tre giorni. E tra questi, i rider sono una delle categorie più numerose. L'analisi previsionale mostra come nelle giornate 25-27 giugno le province e le città metropolitane dei capoluoghi di Regione con il maggior numero di lavoratori potenzialmente a rischio sono Roma (427 mila lavoratori, 25% del totale dei lavoratori della città metropolitana), Milano (347 mila, 14%) e Napoli (133 mila, 19%). I settori con il maggior numero di persone esposte sono inoltre l'edilizia (603 mila lavoratori), trasporti merci su strada, magazzinaggio, servizi di consegna e rider (537 mila) e manutenzione del verde e servizi per edifici (292 mila).