Un rider 35enne di Glovo, attivo nel centro di Milano, racconta a Fanpage.it le dure condizioni di lavoro a cui è costretto a causa del grande caldo di queste settimane in città e di politiche aziendali che non rispettano il lavoratore. Un duro attacco alla piattaforma di delivery arriva anche da Uil Lombardia.

"Arrivo a fine giornata che sono sconvolto dal caldo", ha detto Karim D., 35 anni originario del Mali, rider di Glovo a Milano, raccontando a Fanpage.it le sue condizioni di lavoro in questi giorni in cui la città è attraversata da un'ondata di caldo eccessivo, con temperature – oggi domenica 28 giugno – fino a 38 gradi percepiti e un'umidità molto elevata.

"Lavoro dalle 8 alle 21 tutti i giorni, cerco di accettare e soddisfare tutti gli ordini che mi arrivano, perché ovviamente più lavori e più guadagni ma con questo caldo sta diventando tutto molto più difficoltoso del solito. Mi sposto in bicicletta nel centro di Milano, tra zona Duomo e Porta Garibaldi, e l'asfalto è rovente. Nel mio lavoro non sono previste pause ma cerco lo stesso di concedermene qualcuna – facendo uno strappo alla regola – in un locale in cui lavora un amico che mi offre un po' d'acqua. Sono costretto ad andare da questo mio amico a bere, perché Glovo non mette a disposizione neanche l'acqua", ha detto ancora Karim a Fanpage.it lamentandosi non solo per il gran caldo ma anche per il trattamento ricevuto dall'azienda di delivery per cui lavora. "Spostarsi in bici tutto il giorno, su e giù per la città, è davvero impegnativo. Si suda davvero tanto. Nei casi più critici per il caldo o quando le consegne sono troppo distanti, cerco di non accettare. Ma solo in pochi casi, perché ho bisogno di guadagnare il più possibile considerando anche i prezzi sono davvero bassi. Solo stamattina, dalle 8 alle 10.30 ho guadagnato 9 euro", ha concluso Karim.