Lavoro
“Se fermi la bici anche solo 2-3 minuti, il sellino diventa molto molto caldo, non posso sedere”. “L’acqua? La compriamo noi, loro (l’azienda, ndr) non ci danno niente”. A parlare sono i rider che hanno partecipato al corteo organizzato a Milano promosso dal sindacato Usb contro l’ordinanza del Comune di Milano. Il provvedimento avrebbe l’obiettivo di salvaguardare una delle categorie di lavoratori più fragili dalle temperature roventi di questi giorni: 35, 36, 38 gradi, sempre a contatto con l’asfalto cocente. Ma con la misura voluta da Palazzo Marino, rispondono i rider, il rischio è di trovarsi di fronte a un bivio diabolico: “Morire di caldo o morire di fame”, come recita lo slogan della mobilitazione.
Come fare a fermarsi proprio all’ora di pranzo, quando la domanda dei clienti – in ufficio ma non solo – si impenna? “Diciamo che l’orario
da mezzogiorno alle 14,30-15 è quello del pranzo – spiega un altro fattorino – e quindi se non lavoro in questo orario di pranzo rischi di perdere la giornata o guadagni molto meno. Non puoi sempre fermarti perché poi a fine mese vedi che hai tante spese e quindi per forza devi lavorare”. L’unico modo per uscire da questa scelta, viene detto durante l’assemblea organizzata nella sede Usb di via Padova, è “avere un vero contratto”.











