L'ordinanza di Palazzo Marino impone lo stop alle consegne dalle 12.30 alle 16. I sindacati: «Servono ammortizzatori sociali, non si possono lasciare i lavoratori senza stipendio»

A Milano, l’ordinanza che impone la sospensione delle consegne in bici nelle ore più calde della giornata ha incontrato la resistenza proprio di chi vorrebbe tutelare: i rider. Le nuove regole approvate dalla giunta di Beppe Sala sono entrate in vigore ieri, mercoledì 8 luglio, quando nel capoluogo lombardo il termometro ha toccato i 38 gradi. Una temperatura ben sopra le medie stagionali e, soprattutto, pericolosa per chi è costretto a lavorare sotto il sole tutto il giorno.

Cosa prevede l’ordinanza

L’ordinanza del Comune di Milano impone la sospensione automatica delle consegne in bici, oppure il rallentamento dell’algoritmo che assegna gli ordini ai ciclofattorini, nelle ore più calde della giornata, ossia dalle 12.30 alle 16. Il problema è che per molti rider questa novità non rappresenta un passo in avanti. Chi lavora per piattaforme come Deliveroo e Glovo, che pagano i propri fattorini a cottimo, non lavorare significa non portare a casa uno stipendio.

La protesta dei rider: «Ho una famiglia da mantenere»