HomeSpecialiAgrofutura L’ingrediente segreto è coltivare la passioneQuando l’alta cucina incontra la terra, il risultato non è solo una ricetta d’autore, ma una visione strategica per il...Quando l’alta cucina incontra la terra, il risultato non è solo una ricetta d’autore, ma una visione strategica per il...Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciQuando l’alta cucina incontra la terra, il risultato non è solo una ricetta d’autore, ma una visione strategica per il futuro del Paese. La cornice è quella suggestiva di Palazzo Pepoli, il contesto è il festival Agrofutura e il protagonista sul palco è lo chef Carlo Cracco. Nato a Vicenza nel 1965, il celebre cuoco vicentino vanta una carriera straordinaria che affonda le radici nella cucina di Gualtiero Marchesi a Milano – il primo tre stelle Michelin d’Italia – prima di perfezionarsi in Francia sotto la guida di maestri assoluti come Alain Ducasse e Lucas Carton.
Poi il ritorno in Italia, i trionfi all’Enoteca Pinchiorri di Firenze, l’Ambrogino d’Oro nel 2006, le collaborazioni internazionali con Singapore Airlines e l’apertura dei suoi poli gastronomici d’eccellenza, dai 1200 metri quadrati in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano fino al più recente ristorante a Portofino. Tanti successi che non hanno allontanato lo chef dalla realtà; al contrario, lo hanno spinto a guardare alle origini della filiera agroalimentare con un realismo pragmatico e una profonda sensibilità sociale.








