I cancelli di Rebibbia si sono aperti per Gianni Alemanno, già sindaco di Roma. La sua uscita dal penitenziario chiude formalmente una pena definitiva a un anno, cinque mesi e 24 giorni per traffico di influenze illecite e finanziamento illecito, maturata in uno dei filoni dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”.

Ad attenderlo, però, non c’era un congedo discreto, bensì un rientro sulla scena: circa un centinaio di sostenitori e l’annuncio di un imminente asse con il generale ed europarlamentare Roberto Vannacci.

La novità più rilevante riguarda proprio il cantiere politico aperto con l’attuale punto di riferimento della destra identitaria e sovranista. Secondo ricostruzioni, contatti tra i due sono già avvenuti e una cena è in programma per mettere a punto un progetto comune.

Dopo l’addio a Fratelli d’Italia e la nascita del suo movimento Indipendenza, l’ex primo cittadino considera la convergenza con l’eurodeputato un’occasione strategica per rientrare nel dibattito pubblico e ridisegnare equilibri e linee di frattura della destra italiana.

La prima giornata di libertà ha mostrato un doppio registro: da un lato la rivendicazione di aver attraversato un percorso giudiziario ingiusto; dall’altro una severa denuncia delle condizioni del sistema carcerario. Un paradosso evidente per un ex sindaco “securitario”, noto per ordinanze controverse, che oggi lascia la cella invocando strutture più eque ed efficienti.