Fuori da Rebibbia ci sono i compagni di cella, camerati vecchi e nuovi, tanti giornalisti. Gianni Alemanno esce dal carcere attorno alle 10 di una torrida mattinata dopo un anno e mezzo di detenzione per corruzione e finanziamento illecito (filone di Mafia Capitale). Capelli corti, un filo di barba, pantaloni neri e camicia blu, il fisico asciugato dalla palestra. Il conte di Montecristo della destra oltre Giorgia Meloni si fa strada tra cori da stadio - «uno di noi, Gianni uno di noi» - e l'assalto dei cronisti. «Sul sovraffollamento il governo Meloni non ha fatto nulla», attacca annunciando una prossima richiesta di incontro con il Guardasigilli, Carlo Nordio. «Questa situazione va risolta. C'è il 140% di sovraffollamento», aggiunge l'ex sindaco che durante la detenzione ha raccontato a lungo la situazione disastrosa delle carceri. Non c'è Roberto Vannacci, a cui Alemanno ha dato il suo endorsement dalla cella. «Rappresenta il cambiamento» ripete fuori, chiarendo però di non ambire a cariche politiche. Poi ecco quello che sembra essere il manifesto di una nuova destra: «In Italia bisogna cambiare tutto, non c'è niente da conservare. Se Giorgia Meloni si impegna a fare questi cambiamenti faccia una telefonata a Vannacci e si vedrà cosa si può fare. Altrimenti con l'arroganza e con la prepotenza sarà sempre respinta perché non si va da nessuna parte».Passano invece due ex compagni di detenzione. Valerio Callarà ha 40 anni e gli ultimi cinque li ha passati dentro per reati di droga. «Dentro non parlavamo di politica, giocavamo a carta, io però so' di destra. Chi eravamo nella cella? Tutti italiani, meglio così, co' gli stranieri è più difficile, gli arabi hanno la loro mentalità». Poco dopo arriva Michele Darida, 28 anni a breve («so' nato l'8/8/'98»), capelli lunghi, volto d'attore e forse una lontana parentela con il ministro diccì Clelio. Ma soprattutto una condanna pesante: estorsione aggravata dal metodo mafioso, spiega, che gli è costata quattro anni in cella. «So' scivolato su una buccia di banana e ne sono uscito». Ora una nuova vita nel bar di famiglia a Nepi. «Com'era Gianni in cella? Alle 8.30 andava a meditare e magari lo faceva anche per un'oretta, ma non era robba per me. Però mi prendeva per le orecchie e mi portava a lezione all'università (dentro Rebibbia, ndr) se non ci andavo», dice ridendo.La comitiva si sposta per il pranzo. Prima c’è un saluto a Barbara Saltamartini, ex deputata vicinissima ad Alemanno, oggi ristoratrice a Rieti. A riportare il momento è l'agenzia Dire. «Scusa, non sono venuta…». «Non importa». Le fronti si appoggiano, poi l'abbraccio. Alla fine lei si allontana in lacrime. Pranzo al vicino ristorante Mozzico. Tavoli sparsi e un buffet. Tra i duecento militanti e aficionados, spunta il figlio Manfredi. In questo anno e mezzo, raccontano, è passato più volte a trovare il padre a Rebibbia. Discreto fino a confondersi con la folla, si mette in fila pure lui: quando il padre lo riconosce, i due si allontanano per un abbraccio e poche parole di commozione. Si fa notare invece l’ex soubrette Sylvie Lubamba, ex salviniana convertita al vannaccismo, di bianco vestita.Massimo Arlecchino (presidente del movimento di Alemanno "Indipendenza", confluito in Fn), rimette al collo di Alemanno la croce celtica. È il momento del discorso. L'ex sindaco di Roma ringrazia «la classe dirigente che ha retto botta, discusso, dialogato e non è stato facile. Adesso con Vannacci è facile». Poi prosegue: «Intorno a Futuro Nazionale e Vannacci sta accadendo che il popolo parla. Dobbiamo delineare un progetto del sovranismo sociale. Se quando abbiamo cominciato non sapevamo dove andare a sbattere ora abbiamo una strada da percorrere: quella del cambiamento». Politica e umanità si mescolano: «Quanto siete e siamo fortunati ad avere principi per cui batterci». Partono canzoni di destra de La Compagnia dell'Anello e dei 270Bis. Parlando con Avvenire, Alemanno assicura: «Vannacci è meglio di quello che sembra» e racconta di averlo incontrato in carcere sei mesi dopo l'inizio della detenzione. «Se non avesse denunciato i danni dell'uranio impoverito tra i soldati oggi sarebbe capo di stato maggiore». Sarà. I due si vedranno a cena, al ristorante sardo Sa Cardiga, a Roma Nord. Per i futuristi, saranno presenti i parlamentari Rossano Sasso, Edoardo Ziello, Domenico Furgiuele ed Emanuele Pozzolo. Ma anche l'ex eurodeputato leghista Antonio Rinaldi, Lorenzo Gasperini, Andrea Occhipinti e Annamaria Frigo. Mentre per il movimento di Alemanno, oltre ad Arlecchino, annunciati Francesco Bevilacqua, Beppe Lauria, Lele Petrucci, Chicco Costini, Domenico Di Mattia. Tra seadas e malloreddus, nel menu c'è soprattutto un progetto di nuova destra.
Il ritorno di Alemanno: «Ma quali conservatori, l'Italia va cambiata tutta»
L'ex sindaco di Roma, scarcerato dopo un anno e mezzo, e il progetto di una nuova destra con Vannacci. Stasera la cena con il generale da Sa Cardiga, a Roma Nord











