Gianni Alemanno è uscito dal carcere confermando la sua adesione al partito del generale Roberto Vannacci, l’ex sindaco di Roma ha chiesto ai dirigenti del suo movimento Indipendenza, riottosi all’accordo, di non presentarsi.
Smottamenti a destra, cambi di casacca, voti in uscita dal perimetro della destra di governo. Questioni politiche che appassionano sondaggisti e analisti, ma dietro il capannello affollato di curiosi, giornalisti e fedelissimi c’è altro. C’è il carcere e chi lo abita. L’universo dimenticato della Repubblica di cui Alemanno è diventato testimone, universo rimosso dalla narrazione del generale.
E un’immagine spiega questa frattura tra il diario dal carcere, le denunce pubbliche e l’inchino politico al vannaccismo.
Futuro nazionale, Vannacci imbarca Alemanno e promette (timida) battaglia a destra
I DETENUTI O I FUTURISTI?










