Barba incolta, camicia e pantaloni blu, sneakers nere. Dopo un anno, cinque mesi e 24 giorni di detenzione, ieri mattina Gianni Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia. Acclamato da una folla di sostenitori, l’ex sindaco di Roma e oggi leader di Indipendenza, 68 anni, si è fermato a parlare con i giornalisti. «Mi sento cambiato. Esco dal carcere da innocente. Il reato per cui sono qui è stato abolito». Alemanno, 68 anni, era stato condannato in via definitiva a un anno e dieci mesi per traffico di influenze illecite in uno dei filoni dell’inchiesta nota come «Mondo di Mezzo».

Cresce il pressing per farci usare i fondi Safe della Ue: un modo per vincolarci a Bruxelles e imporci gli interessi di Germania e Francia nel settore. La Meloni a Berlino: «L’Unione ora deve prendersi le sue responsabilità in tema di difesa e sicurezza».

La sinistra, che all’insaputa del Parlamento fece decollare i caccia per bombardare Belgrado, si indigna per l’uso delle basi italiane per attività tecno-logistiche da parte dell’aviazione degli Stati Uniti. Dal nostro Paese non sono partiti aerei carichi di missili da sganciare sull’Iran.

I negoziati tra Stati Uniti e Iran proseguono, ma il percorso verso un accordo definitivo resta molto fragile. Washington punta a ottenere garanzie sul dossier nucleare e sulla sicurezza regionale, mentre Teheran sembra voler allargare il tavolo a una discussione più ampia sugli equilibri del Medio Oriente.