Eccolo Gianni Alemanno. L'ex ministro, l'ex sindaco, l'ex enfant prodige del Msi e poi compagno d'armi di Fini. Finalmente è libero, dopo quasi un anno e mezzo in cella a Rebibbia per traffico di influenze. Alle dieci in punto di ieri è uscito dal carcere, accolto da centinaia di persone in festa. Tiene in mano due sacchi che sono il suo bagaglio. La pena è finita. Ha gli occhi sbarrati, camicia blu, quell'aria sempre da ragazzino ribelle, anche se con la barba bianca e anche i capelli. Si fa largo tra la folla. Ora sorride. I cronisti lo circondano. Lui dice che chiederà al Parlamento di fare una legge contro il sovraffollamento del carcere. E vorrebbe che la votassero maggioranza e opposizione insieme.Come sta, onorevole?"Bene, bene. C'è stata una grande esplosione di affetto intorno a me. Una grande ondata di emozioni".Se lo aspettava?"All'inizio della detenzione no. Alla fine invece c'era tanta gente che mi chiamava, mi cercava".Come è stata la sua ultima notte?"Notte lunghissima. Dall'altro ieri faccio i bagagli. Tre grandi pacchi di scartoffie. Poi ho girato per le celle. Anche stamattina. Mi sono visto di nuovo con Fabio Falbo, col quale abbiamo condotto molte battaglie in questi mesi, e non ci perderemo di vista. Poi ieri sera ho cenato coi compagni di cella e abbiamo anche mangiato un gelato".E stamattina?"Mi sono svegliato alle sei, ho fatto meditazione e mi sono preparato".Meditazione?"Sì. Sono cattolico ma da molti anni faccio meditazione zen: completa la mia religiosità".Una frase che le hanno ripetuto i compagni di prigione?"Non ti dimenticare di noi e della nostra battaglia. Ho detto loro che era impossibile dimenticare".Un anno e mezzo in cella. Lei aveva mai considerato la possibilità di finire dietro le sbarre?"Ero già stato in galera a 20 anni nel 1982. Pensi che il destino ha voluto che mi ritrovassi nello stesso braccio e nella stessa cella di 40 anni fa... Certo, non mi aspettavo a capodanno di due anni fa di essere portato in galera...".Lei si considera innocente?"Sono del tutto innocente. Non solo perché non ho commesso quei reati per i quali sono stato condannato ma anche perché quei reati nel frattempo sono stati aboliti. Quindi io sono stato in galera per reati che non esistono".In pochissime parole: cosa è l'esperienza del carcere?"Ti fa andare all'essenza dell'essere umano. Solidarietà, sacrificio, cose essenziali. Ho scritto un libro in questi mesi, che tra poco pubblicherò. Il titolo è: Dal profondo del cuore".Gianni Alemanno prima del carcere e Gianni Alemanno dopo..."Ho più consapevolezza di quando sono entrato, più disinteresse: non ho nulla da aspettarmi, non ho brame. Sono tornato Gianni Alemanno di quando avevo 20 anni".Ha voglia di combattere?"Sì".Mi parli dei suicidi in carcere."In carcere vedi le persone che si perdono e quelli che cercano di resistere. Vedi gente che fissa una parete. I racconti di chi era in cella coi suicidi sono sempre gli stessi. Ti dicono: lo temevamo, lo guardavamo, poi ci è sfuggito di mano. In un attimo. Si vola giù nel precipizio".Perché non ha chiesto la grazia?"Per due motivi. Innanzitutto perché sono innocente. E quindi non avevo da chiedere nessuna grazia. E poi perché in carcere ci sono persone che hanno bisogno della grazia molto più di me. Insieme a Fabio Falbo abbiamo chiesto la grazia per Antonio Russo e per altri due ottantenni. Russo l'ha avuta, ma è ancora in cella per motivi burocratici".Queste persone meritano la grazia?"Sì loro sì. Molto più della Minetti".In carcere si scopre il valore della libertà?"Capisci che la libertà è anzitutto interiore. Se pensi a quando stavi fuori ti chiedi perché non hai fatto tante cose che avresti potuto fare. Eppure eri libero di farle".Ma la libertà che ti leva la prigione?"C'è anche quella. Ti senti in mano a una burocrazia che ti mangia. Se non ci fosse una folle burocrazia il carcere sarebbe molto migliore. Se Nordio mi farà la grazia di ricevermi (questa grazia la chiedo) vorrei parlare con lui e con il capo del Dap di queste cose".Qualche esempio di burocrazia?"Circolari ridicole, inutili, a metà strada tra Fantozzi e Comma 22. E poi lentezza assoluta: in tutto. Ci sono a Rebibbia, fermi da un mese, tre camion di attrezzature sportive. Aspettano i permessi".La polizia penitenziaria?"Splendida. Gli agenti erano come fratelli".Quando è entrato in carcere, in quel capodanno del 2024, è stato subito accolto bene?"Ho incontrato quelli delle borgate romane che nel 2008 mi avevano portato a fare il sindaco. Tanta gente che mi diceva: Il sindaco nostro!. Ho sentito l'affetto de' Roma".La politica le è stata vicina?"Dal punto di vista amicale si. Sono venuti in tanti di Fratelli d'Italia: La Russa, Storace, Mantovano. Dal punto di vista politico l'unico che ha capito l'emergenza carceri è La Russa. Per il resto un muro di incomprensione".I giornali, i media?"Mi aspettavo peggio. Hanno avuto tutti un atteggiamento rispettoso".Politicamente lei è cambiato?"Sono diventato più radicale. Non c'è niente da conservare. Questo stato va cambiato con una sfida populista. Sono più sovranista di prima. Vannacci è l'unica persona che abbiamo in Italia. L'unico che ha detto: Non si lascia indietro nessuno. È lui la sola speranza".Ora lei cosa farà?"Vado a casa e faccio la doccia. A cena sarò a cena con Futuro Nazionale".
"In cella ho scoperto la libertà. Io, Vannacci e la politica..."
L'ex sindaco Gianni Alemanno lascia Rebibbia: "È un'esperienza che fa andare all'essenza. Nordio? Vorrei incontrarlo"










