L'ex sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, è uscito dal carcere di Rebibbia a Roma, dopo aver scontato la pena di 1 anno, 5 mesi e 24 giorni per il reato di traffico d'influenze illecite e abuso d'ufficio, nell'ambito dell'inchiesta Mondo di Mezzo. Ad accoglierlo all'uscita dal penitenziario, il suo avvocato difensore Edoardo Albertario e un centinaio di amici e simpatizzanti. "Uno di noi, Gianni uno di noi", è il coro che ha salutato l'ex sindaco di Roma.

Camicia blu scuro, pantaloni e scarpe da ginnastica nere, con un borsone sportivo scuro nella mano destra e una sacca colorata nella sinistra, Alemanno ha varcato la soglia d'uscita, sorridendo ai presenti e salutando gli agenti della polizia Penitenziaria che si trovano fuori dal perimetro del penitenziario. "Sul sovraffollamento il governo Meloni non ha fatto nulla", ha detto Alemanno annunciando che parlerà di questo tema con il ministro della Giustizia Carlo Nordio. "Meloni apra un grande dibattito nella destra", dice ancora Alemanno appena scarcerato, parlando con i cronisti: "Serve un confronto", anche con Futuro nazionale e Vannacci. Alemanno ha detto poi che vedrà il generale a cena, ma “non cerco candidature”. "Io esco da questo carcere da innocente. Ho fatto un anno e mezzo da innocente e non dovevo stare qua". Queste le prime parole dell'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, appena varcata la soglia del penitenziario di Rebibbia dopo l'abbraccio con i sostenitori. "Ho rivisto e ho conosciuto una realtà terribile che è una vergogna per la nostra Repubblica - ha aggiunto Alemanno - In questo carcere la Repubblica Italiana perde la faccia per come tratta la gente, ma soprattutto perché non dà a chi se lo merita una possibilità di uscire a testa alta, di rifarsi una vita. E questa è una vergogna per la Repubblica Italiana".