Edil Mattei taglia l’orario. "Si parte alle 6 e si finisce a mezzogiorno, con 2 ore di cassa integrazione". Pracucci (Cgil): "Stop nelle ore più calde. Siamo entrati in zona rossa e ci rimarremo fino a domenica" . ."Con queste temperature non si può lavorare sulle strade nelle ore più calde del giorno". Concetto chiaro quello espresso da Gabriella Mattei, la titolare della Edil Mattei, azienda di famiglia ormai giunta alla terza generazione. "Da lunedì i nostri dipendenti lavorano per il rifacimento degli asfalti soltanto al mattino. Si parte alle 6 e si arriva a mezzogiorno. Sei ore e poi basta: si riparte il giorno successivo". Giò nel 2023 alla Edil Mattei avevano deciso di rompere gli schemi, riducendo gli orari e rivedendo i turni lavorativi. Furono precursori di un’emergenza che sta diventando una costante, a causa delle continue ondate di calore.

"Siamo costretti a ridurre l’orario di lavoro e ricorrere alla cassa integrazione per le 2 ore del giorno eccedenti le 6 lavorative. Ma non vedo altre possibilità. Siamo un’azienda di famiglia in cui abbiamo lavorato tutti, e sappiamo cosa significa stare in strada lavorando su asfalti che si stendono a 120 gradi. In queste condizioni meteo non si può lavorare in pieno giorno per tante ore". Il provvedimento preso alla Edil Mattei ha coinvolto una trentina di dipendenti. Resta tuttavia difficile anticipare ulteriormente l’orario di inizio del lavoro. "Non si riesce a partire prima delle 6 del mattino. È difficile fare lavorazioni rumorose in orari ancora più anticipati". Edil Mattei non è l’unica azienda nel settore edile ad avere problemi con il caldo e con gli orari in cui concentrare le operazioni. Da ieri il sito Worklimate, a cui guardano le aziende per capire se il livello di rischio sia ‘alto’ e nelle ore più calde ci si debba fermare, sta registrando valori in crescita. "Siamo già entrati in zona rossa e ci rimarremo nei prossimi giorni – spiega Andrea Pracucci di Fillea Cgil (nella foto in alto) – In queste condizioni (come è stabilito dall’ordinanza regionale del 4 giugno, ndr) le imprese si trovano costrette a rivedere e riorganizzare gli orari di lavori per evitare attività nelle fasce orarie più calde del giorno. È anche possibile ricorrere alla cassa integrazione straordinaria". Anticipare l’attività nei cantieri al mattino presto sarà sempre più necessario, ma non sempre è possibile. "Abbiamo un problema a Riccione – ammette Pracucci – perché sono state limitate le attività e anche i giorni settimanali in cui poter lavorare. In queste condizioni è difficile per le aziende organizzare i lavori, e alcune stanno spostando i dipendenti nei cantieri su altri territori. Abbiamo chiesto un incontro urgente al Comune per rivedere l’ordinanza".