Le ondate di calore non si placano in Piemonte. E i sindacati sono in pressing sulla Regione per un’ordinanza a tutela dei lavoratori più esposti. Oggi, lunedì 23 giugno, le sigle del comparto edile Fillea-Cgil Torino e Piemonte, Filca-Cisl Piemonte e Feneal-Uil Piemonte hanno recapitato un messaggio al governatore Alberto Cirio e alla vice presidente Elena Chiorino: incontrarsi il prima possibile per definire «misure preventive ed efficaci» a riguardo, coinvolgendo anche «Asl territoriali e organismi preposti alla vigilanza».

Come sottolineano i tre sindacati, «in altre Regioni d’Italia sono già state emanate ordinanze che prevedono a titolo esemplificativo: lo spostamento degli orari di lavoro in fasce meno calde della giornata; la sospensione delle attività all’aperto durante le ore centrali della giornata; l’obbligo per i datori di lavoro di fornire idratazione adeguata, dispositivi di protezione individuale adatti alle alte temperature e ripari ombreggianti; campagne informative mirate sui rischi del caldo e la diffusione di protocolli di primo soccorso».

L’ordinanza dell’anno scorso

L’intenzione dei tre sindacati è «quella di accelerare i tempi, stare al passo con le altre regioni e non pubblicare un’ordinanza in ritardo come l’anno scorso, scelta che può mettere in pericolo la salute dei lavoraotri», dice il segretario generale Fillea-Cgil Piemonte, Massimo Cogliandro. Era il 5 agosto 2024 quando la Regione aveva stabilito l’astensione dal lavoro in esposizione diretta e prolungata al sole, in particolare nell’orario dalle 12,30 alle 16, per gli addetti ai settori agricolo, florovivaistico e dei cantieri edili e affini. Misura durata fino al 31 agosto.