di
Valentina Iorio
La norma inserita nel Dl Infrastrutture e le ordinanze regionali per tutelare i lavoratori: le fasce orarie e i settori interessati
Vista l’ondata di caldo torrido che ha colpito l’Italia, torna lo stop al lavoro all’aperto nelle ore centrali della giornata e la possibilità di mettere in cassa integrazione ordinaria i lavoratori. A prevederlo è una norma del decreto Infrastrutture, approvato dal Consiglio dei ministri lunedì 22 giugno, che reintroduce la possibilità per alcuni operatori economici di sospendere o ridurre l’attività lavorativa, con conseguente accesso in deroga al trattamento di cassa integrazione, a causa di eccezionali ondate di calore. La misura è analoga a quella che era già stata introdotta nel 2025. A livello locale, gran parte delle regioni hanno emanato ordinanze che vietano le attività nelle ore più calde. La possibilità di ricorrere alla cig riguarda i lavoratori dell’edilizia, dell’agricoltura e dell’industria.
Uila: «Bene estensione cig agli stagionali»«A fronte di quanto emerso, il provvedimento comporterebbe, in linea con quanto previsto lo scorso anno nel Dl 92 /2025 (Sostegno ai comparti produttivi), l'estensione dell'ammortizzatore sociale della Cisoa anche agli operai agricoli a tempo determinato. Un provvedimento che garantisce parità di trattamento a tutti i lavoratori agricoli, dando una risposta efficace ai 900 mila stagionali che rappresentano il cuore pulsante della nostra agricoltura, equiparando i periodi indennizzati con la Cisoa a periodi lavorativi anche ai fini del calcolo della disoccupazione agricola», ha dichiarato Enrica Mammucari, segretaria generale Uila. «Alla luce del crescente aumento delle temperature, questa misura, da sempre richiesta dalla Uila, deve diventare strutturale».











