HomeCesenaCronacaStop alle attività nelle ore più calde. Imprese edili: "Disagi per i cantieri"Ordinanza regionale in vigore. Cna: "È complesso organizzarli sulla previsione meteo di pochi giorni prima"Disciplinato, nelle ore più calde fino al 15 giugno, anche il lavoro nei cantieri edili, per proteggere la salute dei lavoratori, quando si presenta una situazione di alta temperatura che mette a repentaglio la saluteRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciOrari off limits per il lavoro con il caldo feroce. La Regione ha vietato le attività lavorative esposte a sole intenso e sforzo fisico prolungato durante le ore più calde della giornata. Il provvedimento, valido dal 3 giugno al 15 settembre, scatta nei giorni in cui la mappa nazionale segnala un livello di rischio ‘Alto’ alle 12 nella fascia oraria tra le 12.30 e le 16. Settori interessati: agricoltura e florovivaismo, cantieri edili, piazzali della logistica, cave e rider.

Cna di Forlì-Cesena mette in luce che "pur condividendo l’importanza della salvaguardia della salute dei lavoratori, ci sono aspetti tecnici che ci preme sottolineare. La durata dell’ordinanza deve risultare coerente con la natura giuridica dello strumento destinato a fronteggiare situazioni eccezionali, temporanee, urgenti e non programmabili. È corretto utilizzare strumenti oggettivi per stabilire il divieto lavorativo. Cna ritiene necessario che la Regione assuma un ruolo attivo di coordinamento e indirizzo nei confronti degli enti locali, sollecitandone il coinvolgimento strutturato e la collaborazione con tutti i soggetti interessati con particolare riferimento al tema delle ordinanze comunali in materia di rumore. È previsto, per la disciplina delle attività rumorose temporanee, l’anticipo e il posticipo di un’ora dei lavori limitatamente ai cantieri edili e affini. Tale disposizione può essere diversamente regolata dai Comuni e non ha comunque validità nel territorio dei Comuni a densità turistica alta o superiore con vocazione marittima". Cna rimarca infine la difficoltà di organizzare i cantieri basandosi sulle previsioni di calore di pochi giorni prima, che rischia di mettere in seria difficoltà le imprese". Dato il carattere strutturale del problema, si suggerisce di valutare anche soluzioni alternative, quali l’utilizzo della cassa integrazione. Cna sottolinea infine, "la centralità del documento di valutazione dei rischi quale strumento cardine del sistema prevenzionistico già idoneo a gestire i rischi connessi alle condizioni microclimatiche".