Un aspetto collaterale, ma non meno importante, dell’attuale stato delle relazioni fra Italia e USA riguarda la possibilità dell’impiego dell’executive order — un provvedimento del presidente USA che ha “forza di legge” e non passa dal Congresso — come strumento di pressione geopolitica. Dunque, in assenza di una de-escalation, non si può escludere che l’amministrazione Trump possa decidere di adottare misure formali, fino al punto di disporre il divieto di fornire servizi e prodotti digitali all’Italia.

Quando le sanzioni arrivano ai servizi digitali

Il fatto in sé non sarebbe un fulmine a ciel sereno. Già nel 2019 l’allora presidente USA adottò l’executive order 13884 che vietò alle aziende americane di intrattenere rapporti con il Venezuela e condusse Adobe a bloccare l’accesso ai servizi Creative Cloud (salvo poi riattivarli una volta ottenuta una licenza governativa); mentre più di recente, il 6 febbraio 2025, ricostruzioni giornalistiche hanno affermato che in esecuzione di un altro executive order che imponeva sanzioni alla Corte penale internazionale, Microsoft avrebbe disabilitato selettivamente l’account del procuratore Karim Khan, per via di quelle che gli USA considerano indagini non consentite sull’operato del personale USA.